Parliamone. Scagli la prima pietra chi non é devoto a San Procrastinazio.
Lo faccio spesso. Lo so, é l’ antitesi dell’ azione, della determinazione ma la procrastinazione é il modo in cui credo in un domani migliore. Un domani in cui avró tempo di fare le cose che “veramente contano”: prendermi cura di me stessa facendo sport e la skincare, affrontare le robe “strategggiche” del lavoro, pianificare i pasti della settimana, iscrivermi al cazzo di registro comunale, far tagliare le unghie al cane, togliere le decorazioni natalizie del 2023….Procrastinare é il nuovo modo in cui facciamo i buoni propositi dell’ anno nuovo…in loop…tutto l’anno. Diciamocelo é una presa per il culo bella e buona, ne dobbiamo essere coscienti ma é un’ indulgenza che silenziosamente ci concediamo. La vera domanda é “Te la meriti questa procrastinazione”? Procrastino, ergo, soffro. Il tuo presente é talmente caotico e pieno di scassamenti di cazzo che non puoi fare a meno di riporre le tue speranze in un futuro ipotetico in cui all’ improvviso diventerai un ninja, un Rambo delle risoluzioni, una Beautiful Mind che non perdona nessuno? Eh allora, fatti abbracciare ogni tanto da San Procrastinazio, non ti rimproverare, non ti sentire male….certo, va fatto con moderazione come l’ alcohol. Questo non é un messaggio del tipo “Chi si sveglia dopo le 10 ha un QI di 1700” o “Se hai la polvere sui mobili vuol dire che sei un genio, scopri perché!!!”. Procrastinare crea l’ illusione (o la speranza) che domani andrà meglio e in spagnolo ilusión vuol dire”gioia”. E quella gioia mi dà la spinta (a tratti) per farli questi benedetti buoni propositi.
La procrastinazione non bacia i deboli ma i sopravvissuti!
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